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30/10/2018 - N.

FURIA DEL MALTEMPO: LA PRIMA MAPPA DEI DANNI ALL’AGRICOLTURA LIGURE

Coldiretti Liguria chiede l’immediato riconoscimento dello stato di calamità
Perdita del 50% di olive ormai in fase di raccolta, gravi danni alle coltivazione floricole e difficoltà per gli allevamenti: queste le gravi conseguenze delle bombe d’acqua e del forte vento anche a 120 Km/h, che si sono abbattuti a più riprese su tutto il territorio regionale.

E’ quanto emerge dal bilancio di Coldiretti Liguria sugli effetti della violenta ondata di maltempo che ha colpito negli ultimi giorni la Liguria,  causando ingenti danni principalmente al settore olivicolo e alle coltivazioni sotto serra, nello specifico floricole nel ponente e orticole nel levante. Al momento sull’intero territorio preoccupano anche lo stato dei fiumi, ingrossati dalle forti piogge che non hanno trovato valvola di sfogo in mare a causa della violenta mareggiata della scorsa notte.

Partendo dall’imperiese soprattutto nella costa da Diano Marina a Sanremo, l’olivicoltura  ha subito la perdita del 50% delle olive di varietà taggiasca mentre il forte vento ha danneggiato le strutture floricole, quali  serre  e ombrari, dove, in questo periodo, si coltivano principalmente il ruscus e i ranuncoli.
Della provincia di Genova è stata colpita gravemente la Valle Stura, zona dedita principalmente all’allevamento: nei comuni di Masone, Campo Ligure, Rossiglione e Tiglieto, si contano stalle e cascine scoperchiate, divelti gli alberi da frutto, mentre gli sbalzi di corrente elettrica hanno causato seri problemi alle attrezzature per la mungitura. Nella Valpolcevera, il forte vento ha spazzato via i tunnel facendo registrare gravi danni alle coltivazioni di basilico, mentre frane, smottamenti e caduta di alberi sulle recinzioni hanno creato disagi agli allevamenti di capre. In Valle Scrivia ad aver subito maggiori danni sono state l’apicoltura con gli alveari rovesciati a terra e le coltivazioni invernali di ortaggi a pieno campo, andate per la maggior parte distrutte. Infine nella fascia costiera del Tigullio, più del 50% delle olive sono cadute a terra sotto la forza incontrollabile del vento.
Nello spezzino a Castelnuovo di Magra le raffiche di vento  hanno divelto i  tunnel di coltivazioni orticole e frutticole, causato danni ai muretti a secco della riviera, mentre a ridosso delle Cinque Terre, tra Levanto e Monterosso, le forti precipitazioni hanno buttato a terra le olive riducendone drasticamente il numero.
Nella provincia savonese, nei comuni tra Casanova Lerrone e Garlenda, già in precedenza colpiti dalla grandinata di settembre, le olive hanno subito un’ulteriore gravissima perdita.

“Sono stati eventi estremi che hanno colpito l’intero territorio regionale. – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – Il settore olivicolo, ad esempio, ha subito perdite significative in un momento delicato per la produzione dell’olio nuovo: è evidente ormai che la campagna olivicola, soprattutto nella fascia costiera dove si iniziava a raccogliere, è parzialmente compromessa. Danneggiate poi numerose serre e strutture aziendali per la coltivazione di ortaggi invernali, fiori e basilico dei quali si registra la perdita di gran parte della produzione.  Quello di ieri è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi irreversibili che hanno colpito le nostre aziende, ed è per questo che a, seguito del monitoraggio dei danni, chiediamo alla Regione di riconoscere lo stato di calamità naturale per l’intero settore agricolo ligure e per l’allevamento. Le aziende del territorio devono essere aiutate a ritornare produttive nel più breve tempo possibile”.