Coldiretti Liguria News - Coldiretti Liguria http://www.liguria.coldiretti.it/ Thu, 17 Jan 2019 16:48:23 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.liguria.coldiretti.it/ 60 DISOCCUPAZIONE AGRICOLA 2019: Già operativi gli uffici EPACA/COLDIRETTI della Liguria Presso gli Uffici EPACA COLDIRETTI della Liguria è già possibile inoltrare la domanda di disoccupazione agricola 2019. Il termine scade improrogabilmente il 31 marzo 2019. I lavoratori agricoli devono presentarsi presso l’EPACA/COLDIRETTI che provvederà all’inoltro telematico della domanda muniti di: Documento d’identità Ultima Busta Paga IBAN (possibilmente con modello SR163 già compilato dall’Ufficio Pagatore scelto dall’interessato) In caso di richiesta di Assegni Familiari documento d’identità, codice fiscale, redditi  di tutti i componenti il nucleo  Permesso di soggiorno in caso di lavoratore extracomunitario La disoccupazione agricola è un’indennità che spetta agli operai che lavorano in agricoltura iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli che abbiano: • iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti, per l'anno cui si riferisce la domanda o un rapporto di lavoro agricolo a tempo indeterminato per parte dell'anno di competenza della prestazione; • almeno due anni di anzianità nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (mediante l'iscrizione negli elenchi agricoli per almeno due anni o in alternativa con l’iscrizione negli elenchi per l’anno di competenza della prestazione e l'accreditamento di un contributo contro la disoccupazione involontaria per attività dipendente non agricola precedente al biennio di riferimento della prestazione); • almeno 102 contributi giornalieri nel biennio costituito dall'anno cui si riferisce l'indennità e dall'anno precedente (tale requisito può essere perfezionato mediante il cumulo con la contribuzione relativa ad attività dipendente non agricola purché l’attività agricola sia prevalente nell’anno o nel biennio di riferimento). Possono essere utilizzati, per raggiungere i 102 contributi, anche quelli figurativi relativi a periodi di maternità obbligatoria e congedo parentale, compresi nel biennio utile. L'indennità viene pagata direttamente dall'Inps in un’unica soluzione. GLI UFFICI EPACA COLDIRETTI LIGURI SONO A DISPOSIZIONE DEI LAVORATORI AGRICOLI DELLA LIGURIA PER LA COMPILAZIONE L’INVIO DELLA DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE 2019   http://www.liguria.coldiretti.it/disoccupazione-agricola-2019-gia-operativi-gli-uffici-epaca-coldiretti-della-liguria.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127077535 Thu, 17 Jan 2019 16:48:23 GMT LA PIZZA: DA SEMPRE UN PIATTO POPOLARE MA DI QUALITA’ Che si scelga al trancio per un pranzo veloce o rotonda per una serata in compagnia, in Liguria è la pizza uno dei grandi must culinari, consumata nei circa 4.500 esercizi che la preparano. Anche per questa prelibatezza è però importante scegliere sempre un piatto realizzato con prodotti tracciabili e garantiti.  Lo rende noto Coldiretti Liguria a seguito della firma a Roma dello storico accordo tra Coldiretti e la Federazione Italiana Cuochi (Fic), sottoscritto dai presidenti Ettore Prandini e Rocco Pozzulo, accordo che prevede una serie di iniziative congiunte per la promozione dei prodotti alimentari e della cucina 100% Made in Italy, partendo dalla necessità dell’indicazione dell’origine dei prodotti agricoli nei menù dei ristoranti italiani e delle mense pubbliche, valorizzando quelli locali e combattendo insieme la diffusione dell’Italian sounding in Italia e all’estero. La pizza è un grande tesoro del Made in Italy che affonda le sue radici nella storia culinaria italiana e che, tutt’oggi, non ha perso il suo fascino, portando ad un fatturato stimato a livello nazionale in 15 miliardi di euro all’anno, cifra che la fa entrare a buon titolo tra i grandi tesori del nostro paese e tra i simboli del successo della dieta mediterranea nel mondo. L’impatto dei circa 5 milioni di pizze sfornate al giorno in Italia si fa sentire anche sulla produzione agroalimentare in termini di ingredienti utilizzati con circa 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio di oliva e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro all’anno. “E’ un prodotto – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa -  che riesce a declinarsi in tante varianti diverse a seconda della regione dove viene preparato, dove cambiano i condimenti, ma si mantiene inalterata la tradizione di questa ricetta 100% italiana. In Liguria è famosa la pizza al pesto di Basilico genovese DOP o quella realizzata con le verdure locali di stagione o con le olive taggiasche. Il grande successo della pizza, però, moltiplica i rischi di utilizzo d’ingredienti che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy: infatti quasi due pizze su tre, servite in Italia, sono ottenute da un mix di ingredienti, dalla mozzarella lituana all’olio tunisino al grano ucraino, provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori. È di fondamentale importanza quindi portare la trasparenza dai banchi dei supermercati ai menù delle pizzerie: solo così sarà possibile evitare il rischio di ritrovarsi nel piatto pietanze Made in Italy di nome ma non di fatto”. La trasparenza in etichetta che deve andare dai supermercati ai ristoranti è portata avanti anche con la battaglia che la Coldiretti, insieme ad altre nove organizzazioni sta portando avanti con  “EatORIGINal – Unmask your food”, raccolta di firme che ha lo scopo di estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti, sulla base dei dati del Sistema di Allerta Rapido (RASFF) relativi ai primi nove mesi dell’anno. Un’iniziativa autorizzata dalla stessa Commissione con la Decisione (UE) 2018/1304 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 244 del 28 settembre 2018 che gode del sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza al fianco della Coldiretti: dalla Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese) alla Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola), da Solidarnosc (storico sindacato polacco) alla Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna), da Slow Food a Gaia (associazione degli agricoltori greci), da Campagna amica a Fondazione Univerde, fino a Green protein (ONG svedese). E possibile aderire firmando su www.coldiretti.it o www.campagnamica.it http://www.liguria.coldiretti.it/la-pizza-da-sempre-un-piatto-popolare-ma-di-qualita-.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127077666 Thu, 17 Jan 2019 16:39:40 GMT PAC 2019, COSA CAMBIA PER I PAGAMENTI DIRETTI Il 2019, oltre che un anno importante sul fronte della Pac post-2020, sarà caratterizzato da alcune novità relative ai pagamenti diretti, che è necessario considerare in vista della prossima annata agricola e che riguardano la lieve correzione del valore dei titoli e l’aumento del sostegno accoppiato, la riserva nazionale. La lieve correzione del valore dei titoli e l’aumento del sostegno accoppiato La modesta variazione del valore dei titoli trova spiegazione nelle modifiche apportate dal D.m. del 9 agosto 2018, a partire dall’anno di domanda 2019. Difatti, tale decreto prevede un aumento dello 0,92% del massimale nazionale annuo da destinare al sostegno accoppiato che passa dal 12% al 12,92%, conseguentemente decresce il pagamento di base che passa dal 57% al 56,08% (grafico 1). Per quanto concerne le risorse a disposizione per l’Italia, il plafond del pagamento di base subisce una correzione, per finanziare l’incremento del pagamento accoppiato la cui dotazione finanziaria aumenta di 34 milioni di euro. Le scelte dell’Italia per i pagamenti diretti TIPOLOGIA Min-Max massimale nazionale Scelta dell'Italia 2015-2016 2017-2018 2019-2020 Pagamento di base max 69% 58% 57% 56,08% Pagamento ecologico 30% 30% 30% 30% Pagamento giovani agricoltori fino al 2% 1% 1% 1% Pagamento accoppiato fino al 15% 11% 12% 12,92% N.B. In questa tabella non viene considerato il pagamento per i piccoli agricoltori in quanto si tratta di un pagamento facoltativo che sostituisce tutti gli altri pagamenti diretti, con l’obiettivo di semplificazione amministrativa.   Come già noto l’obiettivo di questa tipologia di pagamenti diretti sta nel concedere un sostegno accoppiato a quei settori o a quelle regioni in cui esistono determinati tipi di agricoltura o determinati settori agricoli che si trovano in difficoltà o che rivestono una particolare importanza per ragioni economiche, sociali o ambientali. Detto ciò, tale incremento dello 0,92% dei pagamenti accoppiati è stato giustificato con la volontà di incrementare dello 0,33% la quota per la misura premi alla coltivazione del riso, dello 0,16% la quota per la misura premi alla coltivazione della barbabietola da zucchero e dello 0,43% la quota per la misura premi alla coltivazione del frumento duro; ciò tenendo conto delle difficoltà che interessano questi settori, nonché gli impegni assunti per migliorare la sostenibilità ambientale dei relativi processi produttivi. Indicativamente, per il riso, il pagamento accoppiato salirà da circa 100 a 150 €/ha, per i produttori di barbabietola, invece, passerà da circa 445 a 600 €/ha e infine nel caso del frumento duro, gli agricoltori potranno contare su un aiuto accoppiato stimato a 100 €/ha, contro gli 80 €/ha attuali. Nel 2019, le produzioni vegetali interessate al sostegno accoppiato sono: frumento duro, soia, colture proteaginose, leguminose da granella, riso, barbabietola da zucchero, pomodoro da industria e olivo, a queste si aggiungono quattro produzioni zootecniche: bovini da latte, bovini da carne, bufalini e ovini. Per quanto concerne l’ammissibilità agli aiuti accoppiati nelle produzioni zootecniche, al fine di tutelare il benessere animale, il limite di 18 mesi di vita della vacca al di sotto del quale non possono essere considerate nascite di vitelli, stabilito con circolare AGEA 11 maggio 2018, è stato innalzato a 20 mesi dal d.m. del 9 agosto 2018. La circolare Agea n. 35573 del 24 aprile 2018 introduce un’altra novità: il registro dei prati permanenti (RPP) che diventa operativo a tutti gli effetti. L’articolo 45 del Reg. 1307/2013 riporta le disposizioni relative al mantenimento dei prati permanenti. Gli Stati membri designano i prati permanenti ecologicamente sensibili e gli agricoltori non possono convertire o arare tali zone sensibili. Per quanto riguarda le altre aree, la conversione è possibile solo dopo il rilascio dell’autorizzazione di Agea, autorizzazione che è necessario richiedere secondo le modalità previste nel Sian, selezionando le superfici a prato permanente per le quali l’agricoltore vuole chiedere la conversione, tra tutte le superfici presenti nel registro. Tale autorizzazione verrà rilasciata a patto che venga rispettato il rapporto tra superficie investita a prato permanente e superficie agricola totale che non può diminuire in misura superiore al 5%.   http://www.liguria.coldiretti.it/pac-2019-cosa-cambia-per-i-pagamenti-diretti.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126749896 Wed, 09 Jan 2019 13:43:12 GMT MANOVRA: GLI AGRICOLTORI SCENDONO IN PIAZZA A DIFESA DELL’OLIO MADE IN ITALY L’olio, prodotto simbolo della Liguria e della dieta mediterranea deve essere difeso di fronte alla crisi del settore a livello italiano, crisi che va affrontata responsabilmente con interventi straordinari tesi a tutelare chi produce e chi consuma questa grande eccellenza.    Dopo l’approvazione della Manovra sono gli agricoltori i primi a scendere oggi in piazza nella Capitale, per denunciare l’assenza nella legge di stabilità delle misure necessarie a garantire adeguate risorse al Fondo di Solidarietà Nazionale per far fronte alle pesanti calamità che hanno colpito importanti aree del Paese, con l’auspicio di arrivare ad un nuovo Piano Olivicolo Nazionale (Piano 2.0) per rilanciare il settore. Oltre agli inarrestabili cambiamenti climatici e gli effetti dei disastrosi eventi estremi, come quelli che a fine anno hanno messo a dura a prova l’olivicoltura della costa ligure, riducendone considerevolmente la produzione, altre sono le criticità che affliggono il settore, dalle contraffazioni all’invasione di olio straniero a dazio zero fino al falso Made in Italy, questioni che vanno affrontate per tutelare e valorizzare un settore strategico per la salute dei cittadini, il presidio del territorio, l'economia e l’occupazione.     “L’olivicoltura ligure, che conta 17mila ettari destinati alla produzione di circa 230mila quintali di olive – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - rappresenta uno dei settori principali dell’economia locale, dal quale si ricavano extravergini eccellenti, conosciuti in tutto il mondo rientranti per buona parte, sotto il marchio della DOP Riviera Ligure. È dimostrato che l’olio non può mancare se si vuole avere una dieta equilibrata e seguire uno stile di vita sano ed è per questo, oltre che per l’economia delle nostre aziende che forniscono un prodotto controllato e garantito, che bisogna difendere l’intera filiera produttiva, tutelando questa eccellenza sul mercato sia nazionale sia estero, scegliendo, ad esempio, a livello locale di consumare olio proveniente dal territorio, tracciabile e sicuro, possibilmente  venduto direttamente dal produttore. Si esprime grande solidarietà per i produttori pugliesi flagellati dalla Xylella e dalle avversità climatiche che, nel 2018, hanno purtroppo registrato un taglio della produzione di circa 2/3 del raccolto, dimezzando di fatto la produzione totale italiana e mettendo in ginocchio l’intero settore. Proprio con il crollo dei raccolti nazionali, nel nuovo anno le importazioni di olio d’oliva dall’estero sono destinate ad aumentare, con il rischio che, sul mercato nazionale, più di due bottiglie di olio d’oliva su tre conterranno prodotto straniero. Anche per tale motivo bisogna cercare di difendere le produzioni locali dalle possibili contraffazioni, e per questo, come Coldiretti, stiamo portando avanti la battaglia per l’oliva taggiasca, in modo da poterle vedere riconosciuto il marchio della DOP, legandola così indissolubilmente al suo territorio d'origine ed evitando quel furto d’identità che troppo spesso accade.”      http://www.liguria.coldiretti.it/manovra-gli-agricoltori-scendono-in-piazza-a-difesa-dell-olio-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126747974 Wed, 09 Jan 2019 12:18:46 GMT PSR MISURA 6.4: APPROVATA LA TERZA FASE DEL BANDO PER GLI AGRITURISMI E LE FATTORIE DIDATTICHE A partire dalle ore 12:00 del 15 gennaio alle ore 12:00 del 15 marzo sarà possible presentare domanda di sostegno a valere sulla misura 6.4 “Investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività extra-agricole”. Il Bando sarà a graduatoria, ed avrà come oggetto di finanziamento gli investimenti necessari alla creazione o al miglioramento delle seguenti attività extraagricole: a) Attività agrituristiche così come definite dall’articolo 2 della legge regionale 37/2007; b) Attività didattiche finalizzate alla divulgazione dei metodi di coltivazione e allevamento tradizionali e della “vita rurale” (fattorie didattiche). Potranno beneficiare dei contributi gli Agricoltori in attività ai sensi dell’art.19 del regolamento (UE) n.1307/2013 e delle norme nazionali di recepimento, dotati di partita IVA attiva con codice attività riferito all'attività agricola prevalente. Tra i criteri di priorità è stato inserita una premialità per chi attua la Creazione di nuova attività extraagricola, all’interno dell’azienda, in aggiunta a quelle già esistenti. Non è variata invece la modulistica OBBLIGATORIA da allegare alla domanda di sostegno di seguito riassunta: 1) Relazione tecnica economica 2) Cartografie, planimetrie, elaborati tecnico-progettuali 3) Autorizzazioni, concessioni, ecc 4) Cronoprogramma degli investimenti 5) Computi metrici estimativi 6) 3 preventivi confrontabili 7) Eventuale parere del comitato di valutazione se non si potesse produrre i documenti ai punti 5) e 6) 8) MODULO 7  se sono imprese già iscritte nella Banca dati sopra richiamata e l’investimento richiesto modifica l’attività in termini di giornate agrituristiche oppure sono imprese che non esercitano ancora l’attività agrituristica (deve essere preventivamente dimostrata la prevalenza e la connessione dell’attività agricola rispetto a quella agrituristica). L’intensità dell’aiuto è del 50% della spesa ammissibile. Per avere maggiori informazioni è possibile rivolgersi agli uffici di Coldiretti. http://www.liguria.coldiretti.it/psr-misura-6-4-approvata-la-terza-fase-del-bando-per-gli-agriturismi-e-le-fattorie-didattiche.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126747595 Wed, 09 Jan 2019 12:08:22 GMT AGEVOLAZIONI PER I PICCOLI CASEIFICI La Regione Liguria con DGR n.856/2011 del 15 luglio ha previsto la possibilità per i produttori zootecnici marginali (meno di 30 Unità Bovine Equivalenti 30UBE e conversione in ovicaprini) che effettuano operazioni di caseificazione del proprio latte nel caseificio aziendale e in possesso di registrazione ai sensi del Reg.(CE)852/04, di poter commercializzare tutto il loro prodotto senza vincoli di destinazione all'interno del territorio della provincia ove ha sede l'azienda e nel territorio delle province limitrofe. Per i produttori che allevano un numero di Unità Bovine Adulte (UBA) superiore a 30 tale possibilità si applica con i prodotti ottenuti dal latte delle prime 30 UBE mentre i restanti devono essere destinati al consumatore finale. Tale provvedimento –a cui Coldiretti in allora ha contribuito in maniera decisiva- ha la finalità di favorire la vendita delle piccole produzioni lattiero casearie permettendone la cessione anche nella totalità ad esercizi di commercio al dettaglio in ambito locale. L'allegato B della Dgr determina i requisiti igienico strutturali dei caseifici aziendali. http://www.liguria.coldiretti.it/agevolazioni-per-i-piccoli-caseifici.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126747316 Wed, 09 Jan 2019 12:04:30 GMT UE, GLI AIUTI DE MINIMIS AUMENTANO DA 15MILA A 25MILA EURO Via libera dalla Commissione europea al nuovo massimale di aiuti de minimis nel settore agricolo passato dagli attuali 15mila a 25mila euro in un periodo di tre esercizi finanziari e all’aumento del massimale nazionale dall’ 1% all’1,5% della produzione agricola di ciascuno Stato membro, purché non più del 50 % del massimale di uno  sia concesso ad un singolo settore agricolo. Sulla Gazzetta ufficiale europea del 26 novembre è stato pubblicata la modifica del regolamento 1408 del 2013 che regola il funzionamento  degli aiuti de minimis per l’agricoltura e il cui periodo di validità termina il 31 dicembre 2020. La Commissione ha rilevato che con i nuovi massimali non ci sono rischi di distorsione della concorrenza e che è necessario che lo Stato tenga un registro degli aiuti de minimis con tutte le informazioni necessarie per consentire il monitoraggio del rispetto di tali massimali. A titolo esemplificativo rientrano in tale categoria di aiuti i risarcimenti dei danni da animali selvatici, i contributi sulla sicurezza previsti con i bandi INAIL di cui D.lgs 81/2008 art.11, ecc. Sempre vincolato a 200.000€ in tre esercizi finanziari il de minimis non agricolo relativo a tutti i contributi ottenuti dalle imprese per attività non propriamente agricole, come ad esempio i contributi a valere sulla misura 6.4 “agriturismo” e “fattorie didattiche”. http://www.liguria.coldiretti.it/ue-gli-aiuti-de-minimis-aumentano-da-15mila-a-25mila-euro.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126746834 Wed, 09 Jan 2019 12:00:05 GMT APICOLTURA: APPROVATO IL BANDO PER ACQUISTO ARNIE, SCIAMI E PRESIDI E' attivo il bando relativo al sostengo dall’apicoltura, come previsto dal Reg. UE 1308/2013, che approva il finanziamento di interventi nel settore apistico per le annualità 2018/2019, con specifico riferimento alla presentazione di domande di contributo riferite alle sotto azioni a.6 (acquisto di attrezzature)     25.000€ di dotazione finanziaria           contributo del 50%; B.3 (acquisto arnie)                  12.000€ di dotazione finanziaria           contributo del 60%; E.1 (acquisto api regimi/sciami) 24.780.€ di dotazione finanziaria          contributo del 60%. Possono presentare domanda sia gli apicoltori singoli sia, limitatamente alla sola azione E.1, le associazioni di apicoltori. Ciascun beneficiario può presentare una sola domanda di aiuto sul presente bando entro la data di scadenza fissata al 25 febbraio 2019, e deve presentare la rendicontazione entro il 31 maggio 2019 Le modalità di consegna della documentazione sono le seguenti: • invio con posta elettronica certificata: da inviare alla pec protocollo@pec.regione.liguria.it   e contestualmente alla mail  apicoltura@regione.liguria.it  entro le 23.59 del giorno di scadenza; • consegna a mano: ENTRO LE ORE 12:00 del giorno di scadenza all’ufficio protocollo in Via Fieschi 15, più copia informatica alla mail apicoltura@regione.liguria.it; • invio tramite raccomandata: per il termine fa fede il timbro e la data dell’ufficio postale accettante, che deve riportare data e ora non oltre le 23:59 del giorno di scadenza. Presso gli sportelli di Coldiretti sono disponibili le informazioni e la consulenza per aderire a questa importante occasione di finanziamento. http://www.liguria.coldiretti.it/apicoltura-approvato-il-bando-per-acquisto-arnie-sciami-e-presidi.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126746715 Wed, 09 Jan 2019 11:55:19 GMT NUMERO DI CINGHIALI FUORI CONTROLLO: STOP AGLI INCIDENTI STRADALI CAUSATI DALLA LORO PRESENZA In Liguria è raddoppiato il numero di cinghiali negli ultimi 10 anni, presenza che causa danni ingenti al settore agricolo, mentre aumentano i danni alle persone, con il 13% dei sinistri stradali provocati dallo scontro su strade statali, regionali e comunali extraurbane tra un veicolo e un animale selvatico, con una frequenza media di circa 70 incidenti l’anno. È quanto riporta Coldiretti Liguria, in base ai dati Istat, nel commentare il gravissimo tamponamento a catena avvenuto sulla A1 tra Lodi e Casalpusterlengo a causa dell’attraversamento da parte di un gruppo di cinghiali della carreggiata, dove ha perso la vita un 28enne e sono rimaste ferite altre 10 persone. Il problema è, purtroppo, comune a molte regioni d’Italia, dove le misure tampone adottate in questi ultimi anni per cercare di arginare il problema, hanno fatto registrato un sostanziale flop. La sicurezza nelle aree rurali e urbane è sempre più a rischio per il proliferare incontrastato degli animali selvatici che invadono i campi coltivati, centri abitati, strade ed anche autostrade dove rappresentano un grave pericolo per le cose e le persone. Quando, poi, alla distruzione dei raccolti agricoli, ai dani ambientali che ne derivano, ai rischi di epizoozie, agli incidenti stradali (per un totale di danni stimato in quasi 100 milioni di euro l’anno), si somma anche la presenza di vittime, la situazione è da considerarsi totalmente fuori controllo. Non è quindi più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che deve essere affrontato con decisione. “Il proliferare dei cinghiali – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - non solo crea danni al settore agricolo della nostra regione ma mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini. È sempre più facile, infatti, incontrare esemplari alle foci dei fiumi, nelle arterie principali delle città, nelle stazioni, nelle piazze e, come è successo nel capoluogo genovese, nelle aiuole dell’Ospedale cittadino, mentre sulle strade continuano gli incidenti, che rischiano, prima o poi, di rivelarsi anche mortali, come nell’episodio della A1 e in molti altri casi.  Nella nostra regione il settore agricolo rimane ancora quello che ha subito gli attacchi più duri, ma bisogna prendere atto che non è un problema delle sole aziende colpite, ma dell’intera società nonché della sicurezza pubblica e di quella stradale. Come Coldiretti Liguria abbiamo presentato alla Regione un decalogo con le misure che andrebbero adottate urgentemente per arginare il problema. Ribadiamo inoltre la necessità di portare avanti gli studi sulla sterilizzazione con esca, pratica già attiva in altri Paesi europei, che controllerebbe la fertilità dei capi e ne permetterebbe la riduzione del numero a lungo termine. Noi ci auguriamo che le Istituzioni Regionali prendano in seria considerazione questa pratica, predisponendo un piano di finanziamento e studio che porti ad una sperimentazione vera sul territorio.” Fra le misure contenute nel decalogo c’è  la necessità di intervenire per la semplificazione della legge regionale in materia di autotutela del fondo agricolo, che conta ad oggi solo 10 titolari d’azienda in possesso di regolare porto d’armi autorizzati,  di adottare la rotazione delle squadre di caccia anche da fuori regione, di predisporre il monitoraggio online degli abbattimenti per evitare il consueto mancato raggiungimento degli obiettivi, di incrementare l’utilizzo di recinti e gabbie di cattura, e di togliere il risarcimento dal regime De Minimis.      http://www.liguria.coldiretti.it/numero-di-cinghiali-fuori-controllo-stop-agli-incidenti-stradali-causati-dalla-loro-presenza.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126545881 Fri, 04 Jan 2019 13:00:43 GMT A NATALE NON SOLO PANETTONE E PANDORO: IN LIGURIA SI PREPARA IL PANDOLCE Non bisogna essere chef stellati per scoprire il piacere di preparare, con le proprie mani, i dolci delle feste e tramandare allo stesso tempo ricette locali millenarie: il rito della preparazione dei dolci di Natale tocca quasi una famiglia italiana su due (49%), che stupiranno amici e parenti ai grandi pranzi e cene dei prossimi giorni.    Anche in Liguria le feste natalizie si trascorrono rigorosamente in famiglia, con pranzi e cene a più riprese partendo dalla Vigilia con il tipico Cenone a base di pesce, mentre al pranzo di Natale la vera e grande protagonista è carne, presente sia nel ripieno dei ravioli sia nei secondi piatti. Ma in entrambi gli eventi non possono mancare i dolci tipici delle feste, dal  panettone e pandoro, acquistati da 7 italiani su 10, abbinati sempre più spesso alle specialità casalinghe preparate con ricette custodite da generazioni, come il pandolce genovese e il castagnaccio   “La preparazione casalinga – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - dei piatti tradizionali delle feste è una attività tornata ad essere gratificante per uomini e donne e ha una fondamentale importanza per permettere a ricette tradizionali di non venire dimenticate. Nella nostra regione da secoli viene tramandata la ricetta del pandolce genovese, chiamato "pan du bambin" nel sanremese, dolce tipico che la tradizione vuole ideato in un concorso tra cuochi indetto da Andrea Doria. è considerato spesso come la versione genovese del panettone, dal momento che nell'impasto del dolce si ritrovano uva sultanina, pinoli e cedro candito, distinguendosi però per la presenza di zucca candita, fiori di finocchio ed anice, ingredienti che ne danno tutto particolare. E' un prodotto ligure conosciuto e apprezzato sul mercato nazionale che può essere anche facilmente preparato a caso utilizzano ingredienti acquistabili dalle aziende del nostro territorio".   Ma per chi non ha tempo di dedicarsi al fai da te casalingo e vuole comunque stupire i commensali – continua Coldiretti - arriva ora il primo panettone con grano 100% italiano, frutto della collaborazione tra Sis, Società Italiana Sementi di Bologna, mulino Pivetti di Cento (Ferrara), Coprob (cooperativa produttori bieticolo-saccariferi) e la cooperativa Deco Industrie di Bagnacavallo (Ravenna). Per produrlo – continua Coldiretti – è stato utilizzato grano tenero della varietà “Giorgione”, da cui si ottiene una farina al top della qualità per la trasformazione in prodotti da forno. Oltre all’ingrediente base, la farina, il panettone 100% italiano – conclude Coldiretti – utilizza burro, zucchero, uova, lievito madre e scorze di arance candite, tutti di produttori nazionali.   http://www.liguria.coldiretti.it/a-natale-non-solo-panettone-e-pandoro-in-liguria-si-prepara-il-pandolce.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126501249 Thu, 03 Jan 2019 09:37:58 GMT CHE SI FESTEGGI A CASA O AL RISTORANTE, PER SAN SILVESTRO LA SCELTA RICADE SUL BUON CIBO E IL VINO DELLA TRADIZIONE Ultimi preparativi per il cenone di Fine Anno che domani vedrà le famiglie liguri destreggiarsi tra ravioli al tocco, cotechino e lenticchie, panettone e pandolce genovese mentre, allo scoccare della mezzanotte, si brinderà con lo spumante locale, e per gli amanti del buon vino, non mancherà un bicchiere di Schiacchetrà, simbolo della viticoltura eroica dell’estremo levante ligure.   Come emerge da un’indagine Coldiretti/Ixe’ quest’anno saranno destinati al Cenone mediamente  82 euro a famiglia, con la scelta per più di due italiani su tre (68%) di salutare l’anno nuovo nelle case, proprie o di parenti e amici, mentre gli altri si divideranno tra ristoranti, trattorie, pizzerie, pub e agriturismi. In Liguria ad essere protagonisti saranno i piatti della tradizione che, grazie alle biodiversità presenti sul territorio, riescono a comporre un menù ricco a base di carne, verdure e pesce, il tutto accompagnato da dell’ottimo vino, che nella nostra regione conta ben 8 DOC (DOC Cinque Terre e Cinque Terre Schiacchetrà, DOC Colli di Luni, DOC Colline di Levanto,  Vino Golfo del Tigullio DOC, Vino Riviera Ligure di Ponente DOC, Vino Rossese di Dolce Acqua DOC, Vino Val Polcedera DOC, Vino Ormeasco di Pornassio DOC) e 3 IGT (Vino Colline del Genovesato, IGT Vino Colline Savonesi, IGT Vino Golfo dei Poeti La Spezia IGT). E mentre lo spumante si conferma come il prodotto immancabile per nove italiani su dieci (91%), per gli intenditori sarà l’occasione giusta per aprire una bottiglia di Sciacchetrà, vino pregiato prodotto esclusivamente nelle Cinque Terre con uve Bosco (60%), Albarola e Vermentino (al massimo 40%), messe ad appassire da sole o congiuntamente su appositi graticci. Da queste uve si ricava al massimo il 30/35% di vino, che acquisisce sempre più corpo e sapore invecchiando, divenendo ideale per accompagnare i dolci delle feste tra cui il pandolce genovese basso, la spongata di Sarzana, il panforte senese, il torcolo perugino e il pan di spezie di Reims.   “L’enogastronomia, per le feste ma non solo, – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – è un tassello fondamentale dell’economia ligure, poggiando su prodotti d’eccellenza che trovano posto sia sul mercato nazionale sia su quello mondiale e che, ogni anno, attirano sui nostri territori sempre più turisti interessati a scoprire e gustare le ricette custodite gelosamente nei piccoli borghi. Grande importanza ricopre poi la viticoltura ligure, condotta su piccoli appezzamenti di terreno a picco sul male dove si contano 31 varietà di vite, per una produzione annua di oltre 6 milioni di bottiglie. È da questa che si producono grandi vini di nicchia che si adattano ad eventi di festa come quello di domani dove sulle tavole non mancherà il Vermentino, il Pigato e per, i più appassionati, lo Sciacchetrà delle Cinque Terre, un vino dolce passito conosciuto in tutto il mondo. È un vino molto pregiato, simbolo dell’agricoltura eroica condotta grazie ai tipici terrazzamenti liguri dai cosiddetti Angeli Matti, che con il loro lavoro producono vere e proprie eccellenze del Made in Liguria, mentre, allo stesso tempo, valorizzano e presidiano il nostro territorio”.    http://www.liguria.coldiretti.it/che-si-festeggi-a-casa-o-al-ristorante-per-san-silvestro-la-scelta-ricade-sul-buon-cibo-e-il-vino-de.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126501203 Thu, 03 Jan 2019 09:35:56 GMT NATALE: IL PESCE LIGURE PROTAGONISTA SULLE TAVOLE DEL NORD ITALIA Il Natale è un momento di grande apprezzamento per il pesce sulle tavole del nord Italia che, in media dichiarano di mangiarlo almeno una volta alla settimana, aumentandone il consumo nei pranzi e cenoni delle festività natalizie. Ma bisogna scegliere pesce locale e seguirne la stagionalità per essere sicuri della qualità. Lo rende noto Coldiretti Liguria nel commentare positivamente l’azione della Guardia Costiera a tutela della salute che ha portato, a livello nazionale, al sequestro di pesce avariato. “Per evitare brutte sorprese – affermano la Responsabile di Coldiretti Impresa Pesca Daniela Borriello e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - consigliando di scegliere  sempre pesce fresco e di stagione, rivolgendosi, quando possibile,  ai produttori in vendita diretta, che possono garantirne la freschezza e genuinità. Ma visto che durante le feste non mancheranno pesci in arrivo dai mari del Nord, per non cadere nelle trappole del mercato, suggeriamo di leggere con attenzione  l’etichetta sul bancone  e verificare le caratteristiche che, da sempre, sono un segnale della freschezza del pescato (occhi, durezza delle carni, odore). Per i pranzi e cene natalizie potete trovare dai nostri produttori a miglio zero orate, triglie, naselli, seppie, moscardini e gamberi. Una vasta scelta che accontenterà tutti i gusti.” http://www.liguria.coldiretti.it/natale-il-pesce-ligure-protagonista-sulle-tavole-del-nord-italia.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125997366 Fri, 21 Dec 2018 12:53:55 GMT A NATALE LA TRADIZIONE LIGURE A TAVOLA CON I PRODOTTI DI CAMPAGNA AMICA Inizia l’ultimo weekend prima di Natale, e in tutta la regione scatta la corsa agli acquisti per imbandire la tavola delle feste, riscoprendo le ricette tradizionali attraverso i prodotti del territorio venduti direttamente dai produttori. La Liguria è una terra che vanta prodotti tipici di qualità, che spaziano dagli ortaggi ai formaggi, dalle carni ai frutti, dall’olio ai vini, con i quali si ottengono piatti che, per tradizione, non possono mancare sulle tavole natalizie dei liguri. Si va dai ravioli al tocco (ravioli al sugo di carne), ai Natalin in to broddo, lunghissime penne lisce e sottili cotte nel brodo, dalla cima alla genovese al cappone lesso con mostarda, dalle torte con verdure di stagione fino al cappon magro, un piatto classico a base di pesce bianco, salsa verde e gallette al quale vengono aggiunti crostacei. Il menù si completa con il classico Pandolce genovese, il dolce tipico delle feste. “La tradizione culinaria ligure – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa -  ha per ogni suo piccolo borgo delle varianti, che formano un sapere tramandato da generazioni, e che, ogni anno, attrae sempre più turisti alla ricerca delle particolarità enogastronomia del territorio. La Liguria è terra di olio e vino, grandi eccellenze che si accompagnano alle numerose biodiversità presenti, che permettono di avere una gamma completa adatta a realizzare ogni tipo di ricetta. Oltre ai prodotti di terra, grandi eccellenze vengono anche dal nostro mare, dai mitili ai pesci fino ai crostacei, conosciuti sul mercato nazionale per la loro qualità. Il Natale è innanzitutto l’occasione per riscoprire i gusti ed i profumi della tradizione locale ma anche per sperimentare delle varianti, come sanno fare i nostri Agrichef presso gli agriturismi Campagna Amica, i quali con fantasia reinterpretano e valorizzano i prodotti del territori.  Per lasciare tutti stupiti ai  pranzi e alle cene di natale – concludono Boeri e Rivarossa - consigliamo di fare i propri acquisti prezzo le aziende locali e i mercati a Km0 di Campagna Amica Liguria per avere la garanzia di portare in tavola qualità, freschezza e genuinità, preservando la sicurezza alimentare. Scegliere anche a Natale  le aziende locali è un modo per favorire l’economia dell’intero territorio e salvaguardare il nostro importantissimo Made in Liguria” http://www.liguria.coldiretti.it/a-natale-la-tradizione-ligure-a-tavola-con-i-prodotti-di-campagna-amica.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125997324 Fri, 21 Dec 2018 12:52:22 GMT FESTA DI NATALE: GRANDE INCONTRO DEI GIOVANI AGRICOLTORI A FINALE LIGURE Tanti giovani agricoltori e pescatori delle quattro province, si sono dati appuntamento al villaggio di Natale “Giuele” a Finale Ligure, per un momento di confronto e festa all’insegna della valorizzazione dei prodotti del territorio.  Lo rende noto Coldiretti Liguria, in occasione della tradizionale cena natalizia, coordinata da Fabio Zambarino Segretario Giovani Impresa Liguria,  dei farmers under 40, che con il loro lavoro portano avanti la cultura contadina e ittica della nostra regione, mossi da una passione e spirito imprenditoriale che gli permette di sperimentare e mettersi in gioco in maniera attiva, per mantenere il Made in Liguria sempre più competitivo sul mercato nazionale e internazionale. Oltre che un importante momento di confronto sull’annata appena trascorsa, è stato un’occasione conviviale, dove i ragazzi hanno potuto animare la serata con il loro entusiasmo, portando testimonianza del lavoro che svolgono e facendosi portavoce dell’importanza della difesa del vero Made in Italy con la raccolta firme EAT Origininal, petizione con la quale Coldiretti chiede all’Europa l’etichettatura obbligatoria per i prodotti, in modo che il consumatore possa essere sempre certo di quello che compra. “I nostri giovani – affermano il Delegato  Regionale Giovani Impresa Davide Busca e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - sono la forza motrice che guiderà il settore primario ligure nel prossimo futuro. Nel 2018 l’occupazione in agricoltura e nella pesca di giovani liguri ha permesso l’apertura di 400 nuove attività, incremento di fondamentale importanza per il presidio della nostra terra e per l’economia della nostra regione. Questi ragazzi hanno fatto una scelta consapevole inserendosi per la continuità delle imprese agricole e ittiche del territorio: molti hanno deciso di continuare sulle orme della propria famiglia, per altri invece è stato l’inizio di una nuova avventura partita da zero, ma tutti hanno una cosa che li accomuna:il grandissimo impegno che mettono nel proprio lavoro, ripagato col tempo da meravigliosi frutti.”    http://www.liguria.coldiretti.it/festa-di-natale-grande-incontro-dei-giovani-agricoltori-a-finale-ligure.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125996974 Fri, 21 Dec 2018 12:39:38 GMT