Coldiretti Liguria News - Coldiretti Liguria http://www.liguria.coldiretti.it/ Fri, 10 Aug 2018 13:37:28 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.liguria.coldiretti.it/ 60 AGRICHEF DELLA LIGURIA PARTECIPA A SAGRALEA Prodotti della propria azienda agricola, tanta fantasia e il suo inseparabile zafferano: ecco le armi che sfodererà l’Agrichef Liguria Gabriella Caratti, alla cinquantunesima edizione di Sagralea (Salea d’Albenga, 14-19 agosto 2018). Lo rende noto Coldiretti Liguria affermando che il 16 agosto sarà proprio un Agrichef Campagna Amica della squadra ligure a stupire ed intrattenere turisti e visitatori, con il suo show cooking dove preparerà “gnocchi al sugo di triglia”, piatto che abbraccia mare e monti liguri, e dove non mancherà un pizzico di zafferano come ingrediente speciale. I quattro show cooking, dove si sfideranno gli chef della Liguria, sono una delle grandi novità della manifestazione organizzata dalla Cooperativa Macchia Verde con il patrocinio della Regione Liguria, e nata per valorizzare il vino Pigato e tutti gli altri prodotti del territorio ligure, soprattutto di ponente. Gabriella Caratti, titolare dell’Agricamping Lo Zafferano di Albenga, è una delle prime Agrichef della Liguria, che con la sua passione e inventiva riesce a traghettare i piatti della tradizione locale ai giorni nostri, abbinando in maniera del tutto innovativa ingredienti che custodiscono il profumo e il sapore della nostra terra e del nostro mare. “La Liguria – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - è una terra dove la cucina riesce a rispecchiare appieno il lavoro dei nostri agricoltori, allevatori e pescatori, che preservano, con i loro prodotti, le nostre radici e la nostra storia. L’Agrichef di Campagna Amica è una figura che all’interno del proprio agriturismo prepara le ricette tradizionali della cucina contadina locale: ricette semplici che vengono valorizzate dall’estro di questi cuochi, e che fanno conoscere la nostra tradizione enogastronomica a turisti e consumatori locali. I loro agriturismi sono agriturismi DOC, presidio di cultura, sapere e produzioni agroalimentari ricche di biodiversità, biglietto da visita importante per la nostra regione. Sapere che una nostra Agrichef parteciperà a questa importante manifestazione, che punta alla valorizzazione del territorio, ci rende ancora più entusiasti del ruolo dei nostri Agrichef, come veri Chef della tradizione. Per la serata del 16 agosto, tutti noi e gli amanti della cucina contadina, tiferemo per la nostra Agrichef Gabriella”.      http://www.liguria.coldiretti.it/agrichef-della-liguria-partecipa-a-sagralea.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=121128969 Fri, 10 Aug 2018 13:37:28 GMT APICOLTURA: LA REGIONE CONTRIBUISCA A FAR VOLARE ANCORA L’”APE MAIA” DELLA LIGURIA Circa 1200 addetti che si occupano di 26.000 alveari per una produzione media di 40 kg di miele all’anno per cassa: ecco i numeri dell’apicoltura ligure, settore molto proficuo dell’economia locale ma che, come tanti altri settori, necessita di una maggiore semplificazione e “apertura” burocratica per permettere a tutti gli addetti di accadere ai fondi messi in campo dalla Regione e dell’Unione Europea. Lo rende noto Coldiretti Liguria a seguito della comunicazione fatta alla Regione Liguria, dove si specifica la necessità di consentire agli imprenditori agricoli che esercitano l’apicoltura l’accesso alle misure strutturali del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 (PSR). Gli sbalzi termici della scorsa primavera e il clima instabile che ha caratterizzato il 2018 hanno stressato molto le api di tutta Italia, dimezzando in molti casi la produzione di miele e anche nella nostra Regione la produzione ha subito un rallentamento: gli apicoltori si sono visti costretti a ridurre il numero di arnie con una conseguente diminuzione sul mercato di miele Made in Liguria. “La nostra regione – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – è da sempre produttrice di mieli pregiati, a partire dalla “specialità della casa”, ossia il miele di castagno prodotto nell’entroterra ligure, per arrivare alle tipologie di miele di carattere più commerciale, come  il millefiori e il miele di acacia, pur non mancando produzioni di mieli più particolari come quello di erica o di melata. L’entroterra ligure è un ambiente particolarmente salubre per le api, ma nonostante questo i cambi climatici dell’ultimo anno hanno colpito anche le nostre produzione. Gli apicoltori liguri si sono trovati in difficoltà a mantenere le api in vita e avviare il ciclo fondamentale per l’intero ecosistema, ed è per questo che sono necessari aiuti affinché il settore rimanga in vita e competitivo sul mercato. Riteniamo fondamentale quindi che venga garantito l’accesso al PSR agli imprenditori agricoli che esercitano l’apicoltura, intervenendo sull’adeguamento del valore della produzioni standard. Inoltre, come Coldiretti, chiediamo alla Regione che vengano rese accessibili tutte le opportunità economiche previste dal programma di “INTERVENTI PER IL MIGLIORAMENTO DELLA PRODUZIONE E DELLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI DELL’APICOLTURA IN LIGURIA” a valere sul Reg. UE 308/2013,  attivando anche la misura A6, che finanzia l’acquisto di attrezzature (maturatori, smielatori, pompe, dosatrici, disopercolatrici...). Il miele prodotto sul territorio locale e nazionale – concludono Boeri e Rivarossa -  non ammette coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina), anche grazie all’impegno costante negli anni di Coldiretti,  ed è anche per questo che è sempre meglio preferirlo ad uno importato, acquistandolo, quando possibile,  direttamente dall’apicoltore o presso i mercati di vendita diretta di Campagna Amica Liguria”.   http://www.liguria.coldiretti.it/apicoltura-la-regione-contribuisca-a-far-volare-ancora-l-ape-maia-della-liguria-.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=121013292 Tue, 07 Aug 2018 12:15:21 GMT STOP AUMENTO IVA: MANOVRA IMPORTANTE PER IL SETTORE ITTICO LOCALE Sostegno dei consumi e ripresa economica: bene l’impegno del Governo al disinnesco delle clausole di salvaguardia per evitare l’aumento dell’Iva, sostenendo così produttori e consumatori.   E’ quanto afferma Coldiretti Liguria, sottolineando che il pericolo dell’aumento dell’iva riguarda anche beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero, con le aliquote che salirebbero sia per il pescato, ad oggi al 10%,  sia per vino e birra, al 22%, sia per tutti gli altri alimenti, fino ad oggi tassati al 10%.   “Aumentare l’IVA – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria, Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - sui beni di prima necessità, che vanno a comporre la tavola delle famiglie italiane, e che rappresentano la principale voce del budget dopo l’abitazione, sarebbe un duro colpo per i cittadini e per l’economia del nostro Paese. In Liguria uno dei settori che ne risentirebbe di più, è quello ittico, che vedrebbe l’IVA del pesce fresco, ad oggi al 10%, aumentare ulteriormente mentre per astici, aragoste e crostacei in generale, considerati un bene di lusso e con Iva già al 22%, si arriverebbe a cifre proibitive. L’aumento rischierebbe di allontanare il consumatore dai prodotti locali della nostra terra e dal nostro pescato a miglio zero, garantito e tracciabile, facendo ripiegare la scelta del consumatore su un prodotto a prezzo più basso ma di diversa qualità e, per quanto riguarda il pesce, di inferiore freschezza provenendo anche da paesi esteri. È per questo che lo stop dato dal Governo all’aumento è, a nostro parere, la cosa migliore per un paese dove l’agroalimentare è uno dei pilastri fondamentali dell’economia.” http://www.liguria.coldiretti.it/stop-aumento-iva-manovra-importante-per-il-settore-ittico-locale-.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=121007673 Tue, 07 Aug 2018 09:29:54 GMT LIGURIA:CRESCONO LE IMPRESE AGRICOLE E ITTICHE NEL SECONDO TRIMESTRE DEL 2018 Settori dinamici e sempre in evoluzione: per l’agricoltura e il comparto ittico ligure, il 2° trimestre del 2018 è iniziato in segno positivo, con una cresciuta di 20 unità (saldo tra iscrizioni e cessazioni) di imprese attive. Lo rende noto Coldiretti Liguria su base dati Unioncamere, che registra una crescita maggiore per le province di Genova, dove da aprile a giugno sono state aperte 8 nuove imprese e di Imperia dove sono state addirittura 10 in soli tre mesi. Numericamente maggiori sono le imprese attive che producono ortaggi, radici e tuberi (1.960 unità) e quelle che producono fiori e altre colture non permanenti (2.785). Inoltre a livello generale, per tutti i settori economici regionali, si sottolinea una riduzione dell’8,3% delle chiusure d’imprese, dato più basso registrato dal 2011 e segno di una lenta ma continua ripresa dalla crisi economica.   “Il settore primario in Liguria – affermano il Presidente di Coldiretti Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – è un comparto economico sempre vivo e dinamico che, nonostante le difficoltà morfologiche del territorio e la presenza di grandi aree boschive, produce eccellenze conosciute in tutto il mondo. La nostra è una terra di vino, dove la produzione, compresi i vini DOP e IGP, ha raggiunto per l’annata 2017, circa i 76.000 hl e di olio, dove, sempre nel 2017, si sono raccolti circa 218.120 quintali di olive. Ma è anche, allo stesso tempo, terra di fiori, di frutta e verdura, dalle produzioni più conosciute, come il basilico genovese DOP alle più rare e di nicchia come l’asparago violetto d’Albenga e il fagiolo bianco di Pigna. Allo stesso modo il settore ittico locale, che si compone per l’80% di imprese che svolgono la piccola pesca, è un comparto fondamentale per l’economia ligure. Grazie a formule quali la vendita diretta a miglio zero è possibile avere a disposizione pesce sempre fresco e proveniente dal nostro mare e allo stesso modo grazie alla nuova formula dell’itturismo turisti e non hanno la possibilità di gustare il nostro prodotto locale direttamente dalla barca.  La Liguria non è, quindi, soltanto una regione a vocazione turistica come molti credono, ma ha una tradizione contadina millenaria, e prodotti che sono bandiere importanti del Made in Italy. Proprio per questo è incoraggiante il fatto che il numero di imprese agricole stia costantemente crescendo, numero che mostra un rinnovato interesse da parte dei liguri nei confronti del proprio territorio, della sua valorizzazione e salvaguardia e che, allo stesso tempo, mette in evidenza un aumento della domanda del consumatore, che ricerca sempre più spesso prodotti locali interamente a chilometro zero.” http://www.liguria.coldiretti.it/liguria-crescono-le-imprese-agricole-e-ittiche-nel-secondo-trimestre-del-2018.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120889775 Fri, 03 Aug 2018 12:46:00 GMT CONDIZIONALITA: la Regione Liguria approva gli impegni applicabili ai sensi del DM 1867/2018 applicabili sul territorio regionale .Come è noto le imprese agricole che percepiscono aiuti diretti sotto forma di premi PAC e PSR sono soggette al rispetto delle norme contenute nel Decreto Ministeriale 1897/2018, che reca le norme da rispettare come Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (le cosiddette BCAA) e i Criteri di Gestione Obbligatori (CGO). Nello specifico sono soggetti alla condizionalità coloro che: • presentano Domanda Unica ai sensi della PAC; presentano domande di premio relative alle seguenti misure del PSR: • Misure 10 (agroambiente eccetto la conservazione genetica), • Misura 11 (biologico), • Misura 12 (aiuti alle superfici SIC) • Misura 13 (indennità compensativa) • Misura 14 (Benessere animale)  • Ristrutturazione e Riconversione Vigneti, estirpazione e vendemmia verde Per consultare lo schema che sintetizza i principali adempimenti relativi alla condizionalità clicca qui http://www.liguria.coldiretti.it/condizionalita-la-regione-liguria-approva-gli-impegni-applicabili-ai-sensi-del-dm-1867-2018-applicab.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120782864 Mon, 30 Jul 2018 17:14:03 GMT FERMO PESCA: IN LIGURIA ARRIVERA’ AD OTTOBRE Il tanto temuto fermo pesca, provvedimento che blocca le attività dei pescherecci e che è partito oggi sul mar Adriatico, raggiungerà il Mar Ligure, dal primo al 30 di ottobre. Lo rende noto Coldiretti Impresapesca sottolineando la pericolosità dello stop che ogni anno viene dato ai grandi pescherecci che effettuano pesca a strascico, fermo che aumenta il rischio per il consumatore, di ritrovarsi nel piatto, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare. Coldiretti Impresapesca ha più volte chiesto una radicale modifica di questo strumento di gestione, che non risponde da tempo alle esigenze della sostenibilità delle principali specie target della pesca nazionale, tanto che lo stato delle risorse, nei 33 anni di fermo pesca, è progressivamente peggiorato, come anche parallelamente lo stato economico delle imprese e dei redditi. Cessazione di attività e importazioni di più di 2 pesci su 3 sono i risultati più allarmanti del fermo che colpisce a rotazione tutte le regioni marittime d’Italia, compresa la Liguria; tuttavia nella nostra regione circa l’80% delle imprese ittiche svolge attività di piccola pesca, quindi non soggette al fermo, che riescono in parte a soddisfare, per il periodo in questione, la domanda del mercato. “Toccando il periodo autunnale – affermano la Responsabile di Coldiretti Impresapesca Liguria, Daniela Borriello e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - il fermo pesca in Liguria limiterà la presenza del pescato ligure sui banchi ad alcuni tipi di pesce, quali ad esempio  i  “pesci da zuppa”, come naselli e scorfani, o tutti i pesci catturati dalle reti da posta, nonché le acciughe, finché ci saranno nel nostro mare.  È un duro colpo per il mercato locale, ma essendoci una forte presenza di imprese che svolgono attività di piccola pesca si invitano i consumatori a rivolgersi, per i propri acquisti, ai punti di vendita diretta dei pescatori e ai mercati ittici di Campagna Amica dove, grazie alla riduzione al massimo della filiera,  è possibile trovare sempre pesce di stagione interamente a miglio zero. In caso questo non fosse possibile, per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo si consiglia di verificare sempre sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Come coldiretti Liguria – concludono Boriello e Rivarossa – abbiamo richiesto di accelerare l’introduzione del marchio ed etichettatura del pescato locale, per tracciare la provenienza del prodotto e garantire ulteriormente il “Made in Liguria”, in modo da  qualificare e valorizzare uno dei settori di punta dell’economia della nostra regione”. http://www.liguria.coldiretti.it/fermo-pesca-in-liguria-arrivera-ad-ottobre.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120782451 Mon, 30 Jul 2018 16:54:39 GMT LIGURIA: +10 % DI TURISTI STRANIERI NEI PRIMI MESI DEL 2018 Presso gli Agriturismi Campagna Amica si scopre il sapore della tradizione. Sono 1.746.706, il 10% in più rispetto allo stesso periodo del 2017, i turisti stranieri che da gennaio a maggio 2018 hanno scelto la Liguria come meta delle proprie vacanze, attirati dalle bellezze paesaggistiche e artistiche del territorio e dal buon cibo che contraddistingue la nostra regione. È quanto afferma Coldiretti Liguria, su dati dell’Osservatorio Turistico Regionale, alle soglie di agosto, dove l’alta stagione farà registrare in molti luoghi il tutto esaurito: turisti sia italiani che stranieri stanno preparano i bagagli per trascorrere le proprie vacanze lontano dal caos e dal caldo delle città. C’è chi sceglie il mare, chi la montagna e chi la campagna, ma nessuno di loro si lascia sfuggire la possibilità di gustare del buon cibo preparato secondo ricette tradizionali, con prodotti di stagione a chilometro zero. Infatti come emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento allo studio di Confturismo Confcommercio, sulla base dei dati Isnart Unioncamere a pesare maggiormente sul budget della vacanza nel Paese del Made in Italy è la voce “cibo”, con gli stranieri che spendono quasi il doppio rispetto all’alloggio  per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per lo street food o le specialità enogastronomiche. L’offerta enogastronomica rappresenta una primaria motivazione di viaggio anche per la Liguria, dove le ricette tipiche, che abbracciano mare e monti, sono gustabili soprattutto nei piccoli borghi e presso le strutture agrituristiche cresciute del 6% nel 2017, facendo arrivare il numero a quasi 600 attività, con l’obiettivo di favorire il nuovo turismo.  “La Liguria – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa -   è una terra dove a pochi km di distanza si ha mare e montagna, e che riesce ad accontentare e far vivere una vacanza indimenticabile a qualsiasi genere di turista. Anche nella nostra regione sta prendendo sempre più campo il cosiddetto turismo enogastronomico che ripercorre la storia locale sul gusto delle ricette tramandate da generazioni e custodite gelosamente nei piccoli borghi, dove vengono proposte presso le strutture ricettive e grazie alla formula dell’agriturismo. Il settore agrituristico è un settore fondamentale per la Liguria, che permette a molte aziende agricole di far conoscere, al visitatore italiano e straniero, la realtà del nostro mondo agricolo e le eccellenze locali. Per assaporare al meglio la Liguria, il turista può scegliere gli agriturismi di Campagna Amica, sparsi su tutto il territorio regionale. Queste strutture si contraddistinguono facendo della qualità e distintività le loro caratteristiche principali, rappresentando il vero agriturismo italiano, fatto di prodotti locali, storia e tradizione. La presenza degli Agrichef permette inoltre di scoprire ricette tramandate da generazioni e traslate sapientemente in chiave moderna.  Ma non solo: in Liguria si trovano anche i primi Fisher-chef d’Italia dove, grazie alla formula dell’ittiturismo, è possibile gustare dell’ottimo pesce a miglio zero, venduto direttamente dalla barca. Quindi, anche i turisti che scelgono il mare come meta delle proprie vacanze, non devono rinunciare al gusto delle ricette locali realizzate con prodotti stagionali del territorio”. http://www.liguria.coldiretti.it/liguria-10-di-turisti-stranieri-nei-primi-mesi-del-2018-presso-gli-agriturismi-campagna-amica-si-sco.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120782377 Mon, 30 Jul 2018 16:51:25 GMT PRODOTTI A KM0: LA SCELTA SICURA CHE FA BENE ALLA SALUTE E ALL’ECONOMIA LOCALE Olio, frutta e verdura, grano e molto altro: quasi un prodotto agroalimentare su cinque che arriva in Italia dall’estero non rispetta le normative in materia di tutela della salute e dell’ambiente o i diritti dei lavoratori. È sempre meglio per noi, l’ambiente e l’economia locale scegliere prodotti presenti sul nostro territorio, freschi di stagione, genuini e tracciabili. Lo rende noto Coldiretti Liguria riportando positivamente le dichiarazioni del Governo, riguardo ai trattati con Marocco e Tunisia per le importazioni di arance e olio che sono da rivedere, come "si è cominciato a fare con il Ceta". La tutela dei prodotti locali è il miglior modo per far si che il nostro settore primario venga valorizzato e rispecchi appieno la sua fama, essendo i prodotti Made in Italy i più invidiati e “copiati” nel mondo. La Liguria che vanta 294 specialità tipiche è produttrice principalmente di olio extravergine d’oliva, di vino DOC e di produzioni orticole che vanno dal pomodoro cuore di bue alla patata quarantina, dal carciofo spinoso d’Albenga al basilico genovese DOP, e, spostandoci sul mare, non si può dimenticare il prodotto ittico che conta una notevole varietà di pesci.  Prendendo in esame il caso dell’importazione d’olio, che dalla Tunisia è aumentata del 260%,  è di fondamentale importanza che l’Unione Europea respinga al mittente la richiesta del Governo di Tunisi di rinnovare la concessione temporanea di contingenti d'esportazione di olio d'oliva a dazio zero verso l'Ue per 35mila tonnellate all’anno scaduta il 31 dicembre 2017. “I prodotti importati spesso sono produzioni di bassa qualità – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato Confederale Bruno Rivarossa -  che non rispettano la maggior parte dei nostri criteri non essendo soggette ai nostri stessi controlli. La quantità d’olio che viene importata  è purtroppo ancora enorme, non considerando che in l’Italia è il secondo produttore al mondo con oltre 1 milione di ettari di terreno coltivato ad ulivo. Ed è proprio l’olio extravergine d’oliva uno dei prodotti cardine della nostra regione, che conta circa 15.000 ettari e dove su circa 2578, grazie a 950 olivicoltori, si produce un olio che rientra a pieno titolo sotto il marchio della DOP, come Olio Extravergine d’Oliva DOP Riviera Ligure, che conta la produzione di circa 500.000 litri all’anno. E allora perché importarlo quando si ha a disposizione un’eccellenza locale di questo genere? Per l’economia delle aziende produttrici – continuano Boeri e Rivarossa - ma soprattutto per essere realmente sicuri di quello che mangiamo, è sempre meglio cercare di consumare prodotti del nostro territorio, riducendo la filiera al massimo acquistando direttamente dal produttore presso la sua azienda o i suoi punti vendita, e presso i mercati di Campagna Amica Liguria. Infine per quanto riguarda i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei  è necessario che rispettino gli stessi criteri, in modo da garantire al consumatore che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore per chi produce e per chi consuma”. http://www.liguria.coldiretti.it/prodotti-a-km0-la-scelta-sicura-che-fa-bene-alla-salute-e-all-economia-locale.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120547294 Tue, 24 Jul 2018 10:07:36 GMT PSR - I BANDI APERTI IN LIGURIA Si propone l’elenco dei bandi PSR 2014-2020 aperti per la regione Liguria: Bando Misura 16.01 Aiuti per la costituzione e l’operatività dei gruppi operativi del PEI nel settore forestale21 Giugno 2018 - 04 Agosto 2018 Bando misura 6.1. aiuti all’avviamento di imprese per i giovani agricoltori04 Giugno 2018 - 31 Luglio 2018 Bando 4.1. Sottomisura 4.1(2a) supporto agli investimenti nella aziende agricole04 Giugno 2018 - 31 Luglio 2018 Bando 5.1 Azioni preventive per ridurre le conseguenze di probabili calamità naturali, avversità atmosferiche ed eventi catastrofici26 Aprile 2018 - 01 Ottobre 2018 Bando 6.4(5c) Investimenti nella creazione di piccole imprese in zone rurali19 Marzo 2018 - 03 Settembre 2018 Bando 9.1 Avviso pubblico per il riconoscimento ufficiale di gruppi di produttori forestali26 Gennaio 2017 - 31 Dicembre 2018 http://www.liguria.coldiretti.it/psr-i-bandi-aperti-in-liguria.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120547088 Tue, 24 Jul 2018 09:58:47 GMT L’ABBATTIMENTO DEL CINGHIALE IN AUTOTUTELA DELLE PRODUZIONI AGRICOLE Anche la Regione Lombardia, al pari della Liguria si è dotata di una deliberazione della Giunta per contrastare il proliferare di cinghiali, soprattutto a tutela della sicurezza e della salvaguardia delle colture agricole. In Liguria ciò è possibile grazie alla DGR 720 del 2016 "Modalità per il controllo del cinghiale” che all’articolo 5 (Attività di controllo del cinghiale in autodifesa dei fondi agricoli) prevede, all’interno dei piani di abbattimento” “…l’attività di controllo del cinghiale in autodifesa dei fondi agricoli” Tale attività è autorizzata dalla Regione Liguria su richiesta dei proprietari o conduttori dei fondi agricoli sui quali si attuano gli interventi di controllo, qualificati come imprenditori agricoli (Partita IVA e iscrizione CCIAA)o imprenditori agricoli professionali (Partita IVA, iscrizione CCIAA e posizione INPS), purché muniti di licenza per l’esercizio venatorio e previa autorizzazione regionale. Le attività di controllo del cinghiale in autodifesa dei fondi agricoli possono essere condotte esclusivamente sui fondi in attualità di coltivazione, ove non siano in corso di svolgimento altri interventi di controllo del cinghiale. Ai fini di garantire la sicurezza dell’attività di controllo i soggetti destinatari dell’autorizzazione di cui al comma 1 sono tenuti a comunicare all’ATC o al CA territorialmente competente, l’avvio dell’attività con un preavviso di almeno 24 ore. Le modalità di comunicazione del preavviso sono stabilite da ciascun ATC e CA L’organizzazione operativa degli interventi di controllo, prevede la  priorità d’intervento per le richieste pervenute per danni alle colture o per situazioni di disagio alla cittadinanza, anche a fronte di segnalazione di Sindaci, associazioni di categoria, coltivatori o privati cittadini. Per la salvaguardia dell’incolumità dei cittadini, ogni intervento che preveda spari in zone, periodi o orari di divieto per l'esercizio dell'attività venatoria, dovrà essere comunicato dagli ATC e dai CA con preavviso di almeno 6 ore ai locali comandi dei Carabinieri, del Corpo forestale dello Stato, della Polizia di Stato, della Polizia Provinciale o della Polizia Metropolitana e al Comune, indicando localizzazione, orario, motivazione e modalità di intervento, nominativo del responsabile in loco e relativo numero telefonico al quale il medesimo deve essere reperibile. CLICCANDO QUI è possibile scaricare il modello per la richiesta di autorizzazione regionale a tale attività di autodifesa, che in questo particolare periodo dell’evoluzione dell’ambiente sembra essere diventata l’unica possibilità concreta per gli imprenditori agricoli di difendere il proprio raccolto e il proprio reddito.   http://www.liguria.coldiretti.it/l-abbattimento-del-cinghiale-in-autotutela-delle-produzioni-agricole.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120546927 Tue, 24 Jul 2018 09:50:19 GMT PAC 2020, ECCO LA PROPOSTA PER LO SVILUPPO RURALE Le proposte legislative per il periodo di Programmazione 2021-2027 introducono novità anche per lo Sviluppo rurale. La prima novità riguarda, infatti, la modifica della struttura delle Politiche di Sviluppo rurale con il passaggio dall’attuale articolazione, caratterizzata da 6 Priorità e 18 Focus Area, a 3 obiettivi generali e 9 obiettivi specifici integrati con il I Pilastro. I 3 obiettivi generali per il prossimo periodo di programmazione sono: 1. promuovere un’agricoltura intelligente, resiliente e diversificata; 2. rafforzare la tutela dell’ambiente e clima; 3. rinvigorire il tessuto socioeconomico delle zone rurali. Questi obiettivi si integrano con il tema trasversale della modernizzazione del settore attraverso la conoscenza, innovazione e digitalizzazione in agricoltura e nelle zone rurali. Un’altra novità per la futura Politica di sviluppo rurale è data da un significativo snellimento del numero di misure. Si passa, infatti, delle 20 Misure definite nella programmazione 2014-2020, agli 8 gruppi di Interventi previsti nell’articolato della nuova proposta di Regolamento in discussione. Gli 8 gruppi di interventi, con le relative novità previste per il Post 2020, sono: 1. Pagamenti per Impegni ambientali, climatici e altri impegni di gestione: almeno il 30% delle risorse Feasr del Piano sarà destinato a interventi relativi obiettivi climatici ambientali. 2. Pagamenti per vincoli naturali o altri vincoli regionali specifici. 3. Pagamenti per svantaggi regionali specifici a causa di determinati requisiti obbligatori. 4. Investimenti: sostegno massimo Ue limitato al 75% dei costi di ammissibilità e può essere aumentato in taluni casi. 5. Insediamento giovani agricoltori e avvio di imprese rurali: una novità degna di nota riguarda l’entità del sostegno, che può raggiungere un massimo di 100mila euro sotto forma di importi forfettari. Nell’attuale programmazione il contributo massimo è pari a 70 mila euro. 6. Strumenti di gestione del rischio: confermata l’attuale architettura degli Strumenti di gestione del rischio emersa dopo l’approvazione del Regolamento Omnibus. 7. Cooperazione: L’Intervento sulla Cooperazione, che rappresentava una novità nella programmazione 2014-2020, viene confermato anche nella proposta per il Post 2020. 8. Scambio di conoscenze e informazioni: l’orientamento è quello di potenziare gli strumenti di conoscenza ed informazione anche attraverso la costituzione di Sistema di Consulenza in Agricoltura. Dall’analisi delle proposte legislative per il Post 2020 emerge la volontà di snellire per il futuro l’impalcatura normativa a livello comunitario spostando l’attenzione invece sui risultati e sull’efficacia. http://www.liguria.coldiretti.it/pac-2020-ecco-la-proposta-per-lo-sviluppo-rurale.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120546826 Tue, 24 Jul 2018 09:45:53 GMT PSR: APERTO IL BANDO PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE SULLA MISURA 16.4 Con la Deliberazione di Giunta regionale n.485 del 29 giugno 2018 è stato approvato il bando per la presentazione delle domande di sostegno e pagamento a valere della sottomisura M16.04 "Aiuti per la promozione e lo sviluppo delle filiere corte e dei mercati locali". Le domande di sostegno devono essere presentate tramite il sistema informativo agricolo regionale (SIAR) entro il termine ultimo del 30 settembre 2018. Tale misura risulta attesa dalle numerose filiere agroalimentari regionali allo scopo di poter attivare azioni di consolidamento e miglioramento interno, sia di tipo organizzativo che produttivo, oltre che affermare la propria presenza sui mercati locali ed extraregionali. La complessità dei progetti previsti, una volta approvati, richiede di poter fruire, per la loro attuazione, di tempi ampi e non inferiori ai 24 mesi. Sono ammessi a beneficiare del sostegno, esclusivamente i Gruppi di Cooperazione (GC) tra operatori della filiera (Associazioni temporanee, reti di impresa, etc.), coinvolti nelle attività previste nel progetto di cooperazione. Possono fare parte dell’aggregazione i seguenti soggetti: • imprenditori agricoli singoli e associati; • imprese di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti elencati nell'allegato I del TFUE; • prestatori di servizi di cui alle misure M01 e M02 del PSR Liguria 2014-2020 per le attività di informazione, consulenza e formazione; • altri operatori e soggetti della filiera, che svolgono un ruolo rilevante nell’attuazione del progetto di cooperazione; • distretti agricoli (partenariato pubblico/privato espressione di filiera produttiva istituito ai sensi del D. Lgs 228/01). Il progetto di cooperazione, da presentarsi secondo la modulistica contenuta nell'AMBIENTE DI PROGETTO (Scheda di Progetto e Scheda Finanziaria) di cui all'Allegato 2 del bando, individua uno o più obiettivi tra quelli di seguito proposti evidenziando quello principale e propone azioni conseguenti finalizzate alla creazione di aggregazioni operative sostenibili. Ai sensi del bando sono due le tematiche oggetto di progettazione: Progetti di FILIERA CORTA: La filiera corta è individuata come l’insieme di attività che concorrono alla produzione, raccolta, distribuzione, commercializzazione e fornitura di un prodotto agroalimentare, partendo dalla produzione agricola di base fino alla vendita al consumatore finale. Nella filiera corta, come definito all’art. 11 del Regolamento delegato n. 807/2014 della Commissione, è ammesso un solo intermediario, inteso come soggetto che acquista il prodotto dal produttore per destinarlo alla vendita ovvero al consumatore. Progetti di MERCATO LOCALE: Per mercato locale s’intende ogni forma di “vendita”, circoscritta in un comprensorio in cui le attività di trasformazione e di vendita al consumatore possono avvenire entro un raggio di 70 km dal luogo di produzione. Tale indicazione è ovviamente adattabile alle diverse possibili situazioni produttive fermo restando che le distanze dai punti di produzione ai possibili mercati, per rientrare nella definizione di Locali, richiedano la copertura con mezzi di trasporto ordinari o con piccoli mezzi di trasporto. Ulteriore attività obbligatoria, necessaria a dare la giusta visibilità allo sforzo compiuto dagli attori dalla filiera consiste nella redazione di Attività' PROMOZIONALI: sono attività diversificate che coadiuvano e finalizzano ad obiettivi commerciali le tipologie progettuali in precedenza descritte, tra queste sono previste: Azioni di presentazione = azioni di informazione di base realizzate direttamente e/o con l'ausilio di strumenti di esposizione e presentazione, statica e dinamica, al pubblico delle diverse produzioni in campionatura o con mezzi sussidiari anche di tipo high-tech; Azioni di comunicazione = azioni diversificate e qualificate, anche di natura didattica, in forma libera o pianificata, miranti alla narrazione e informazione, accurata ed approfondita, delle notizie correlate al prodotto (modalità di produzione, composizione chimico-nutrizionale, quadro organolettico, modalità di consumo ecc.), al territorio (storiografia, servizi, aneddoti, usanze, accoglienza diffusa ecc....) e nel caso al progetto di riferimento. Dibattiti, conferenze e serate a tema rientrano in questa tipologia di attività. In tale ambito rientrano anche le attività mediatiche attraverso tecnologie e modalità diverse (comunicazione diretta, stampa, radio, TV, WEB,....); Azioni di dimostrazione = azioni finalizzate ad avvicinare il pubblico al prodotto finale attraverso percorsi ed attività particolari, anche con il coinvolgimento fisico o sensoriale, (visite guidate, prove di produzione di trasformati, show coking, ecc.……); Azioni di degustazione / ristorazione occasionale azioni che prevedono l'assaggio di prodotto con relativa guida informativa da parte di esperti e/o conoscitori del prodotto stesso; Le Azioni progettuali realizzeranno come risultanza, dimostrabile e diffusibile, dei "Prodotti" progettuali. Tra quelli prevedibili in fase di predisposizione progettuale, alcuni risultano obbligatori da conseguire pena la decadenza del progetto stesso. I prodotti progettuali obbligatori sono: l’”Accordo Commerciale” obbligatorio per i progetti sulla filiera corta che è un vero e proprio contratto, tra il partenariato e il soggetto unico che garantisce la vendita al consumo finale; l’”Accordo di filiera” obbligatorio per i progetti di Mercato Locale che è definito anche come intesa di filiera, costituisce il quadro di riferimento di una catena “pattizia” che, attraverso passaggi successivi e conseguenti, si sviluppa attraverso contratti quadro, contratti tipo e contratti di conferimento tra singoli agricoltori e primi acquirenti. Possono far parte degli accordi di filiera anche soggetti non compresi nel partenariato purché ne sia giustificata la rappresentanza ed il ruolo svolto all'interno dell'accodo stesso.   http://www.liguria.coldiretti.it/psr-aperto-il-bando-per-la-presentazione-delle-domande-sulla-misura-16-4.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120546764 Tue, 24 Jul 2018 09:42:39 GMT LE VACANZE 2018 SI MUOVONO ALL’INSEGNA DEL CIBO MADE IN ITALY“ LE BANDIERE DELGUSTO” esposizione delle nuove specialità regionali per l’estate Tempo di vacanze per 38,5 mln di italiani (+1%) che lasciano le calde città alla ricerca di pace e relax. E se d’estate a farla da padrone sono le mete balneari, in Liguria attira anche il grande fascino dei piccoli borghi, dove si è sviluppato soprattutto il turismo enogastronomico, grazie alle circa 294 produzioni tipiche, che vi si possono trovare. Lo rende noto Coldiretti Liguria in occasione dell’assegnazione del numero record di 5056 Bandiere del gusto Made in Italy a tavola 2018, conferimento svoltosi questa mattina a Roma e accompagnato dalla più ricca esposizione della variegata offerta delle località turistiche italiane durante quest’estate e dalla presentazione dell’analisi Coldiretti/Ixe’ su “Le vacanze italiane nel piatto”. La classifica vede la Liguria al settimo posto con le sue specialità, divise principalmente in prodotti vegetali (101), paste fresche (75) e prodotti gastronomici (42). Ma anche alcolici, birre, formaggi, carni e pesce rientrano nelle 294 specialità che hanno reso la nostra Regione una roccaforte del Made in Italy. Con le “Bandiere del gusto” è stata tracciata l’unica mappa del patrimonio enogastronomico regionale dell’Italia che ha il primato mondiale per qualità e varietà, con prodotti spesso salvati dall’estinzione, grazie al lavoro degli agricoltori e che rappresentano, oggi, il vero motore della vacanza Made in Italy per italiani e stranieri.   “Nella nostra Regione ogni anno arrivano circa 15 MLN di turisti – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – e se a farla da padrone è ancora il turismo balneare sono sempre di più i viaggiatori che scelgono le zone dell’entroterra e i nostri piccoli borghi, dove si possono scoprire tradizioni antiche tramandate e i prodotti d’eccellenza della nostra agricoltura eroica, prodotti che hanno permesso alla cucina ligure di essere conosciuta in tutto il mondo. Si va dall’oliva taggiasca al pomodoro cuore di bue,  dal formaggio di malga alla carne di cabannina, dal chinotto candito di Savona agli amaretti di Sassello, e, per tornare sul mare, dalla ricetta del Bagnun d’acciughe al Cappon magro. Tutti prodotti, e ricette, che attirano sempre più turisti alla ricerca della combinazione tra  cibo, ambiente e cultura, e che in Liguria possediamo in ogni luogo”.  http://www.liguria.coldiretti.it/le-vacanze-2018-si-muovono-all-insegna-del-cibo-made-in-italy-le-bandiere-delgusto-esposizione-delle.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120472149 Fri, 20 Jul 2018 12:26:05 GMT CANNABIS TERAPEUTICA MADE IN ITALY: UN POSSIBILE FUTURO PER MOLTE AZIENDE AGRICOLE Alimenti, fibre, materiali per l'edilizia, bioplastiche, cosmetici ma non solo: la cannabis è da tempo utilizzata nel trattamento di malattie degenerative e reumatiche con buoni risultati, e a breve, tale coltivazione, trasformazione e commercio per soddisfare i  bisogni dei pazienti, potrebbe avvenire anche in Italia e garantire un reddito di 1,4 miliardi e almeno 10mila posti di lavoro dai campi ai flaconi. E’ quanto afferma Coldiretti Liguria, riportando il dato di Coldiretti dove si specifica che in tutta Italia sarebbero da subito disponibili mille ettari di terreno in coltura protetta, utilizzando le serre abbandonate o dismesse, sparse su tutto il territorio, a causa della crisi nell’ortofloricoltura. Questa coltura moderna permetterebbe di uscire dalla dipendenza dall’estero, riducendo al minimo i livelli d’importazione che al contrario nell’ultimo periodo, sono aumentati, ad esempio, del 50% dall’Olanda. “Portare avanti – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa -  un progetto di filiera italiana al 100 per cento, che unisca l’agricoltura all’industria farmaceutica, potrebbe essere un grande passo avanti per l’economia agricola italiana e per quella modernizzazione che le si richiede: adattarsi alle esigenze sempre nuove del mercato è di fondamentale importanza per il settore cardine del Made in Italy. La filiera controllata che si verrebbe a creare sarebbe una garanzia per il consumatore-paziente: la cannabis a km0 sarebbe tracciabile come ogni altro prodotto delle nostre imprese e per essere commercializzata dovrebbe superare i nostri controlli e parametri. Al momento la cannabis ad uso terapeutico in Italia è prodotta solo presso lo Stabilimento farmaceutico militare di Firenze, ma non è evidentemente sufficiente visti gli ancora alti livelli d’importazione. In Liguria nell’ultimo periodo sono state numerose le aziende che hanno iniziato a sperimentare questa coltivazione a scopi florovivaistici, con un contenuto di Thc, a norma di legge, inferiore al 0,2%. Convertirne la coltivazione per uso terapeutico sarebbe semplice per queste aziende produttrici e, dal momento che, è una pianta che si adatta bene al clima della nostra Regione e non necessità di molto terreno per avere rese significative, potrebbe rappresentare un punto di svolta per molte altre aziende del territorio ligure, che potrebbero trarre grandi benefici dal nuovo commercio”.   http://www.liguria.coldiretti.it/cannabis-terapeutica-made-in-italy-un-possibile-futuro-per-molte-aziende-agricole.aspx?KeyPub=GP_CD_LIGURIA_HOME|CD_LIGURIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120472120 Fri, 20 Jul 2018 12:23:39 GMT